De occulta philosophia, volume II. La magia celeste

20,00  IVA inclusa

Il tessuto matematico della realtà, i numeri come grimaldello per agire sulle cose naturali e soprannaturali, Pitagora e la cabala, la numerologia caldea e greco-romana: sono questi alcuni dei temi che rendono il secondo volume del De occulta philosophia un testo di grande modernità e fascino esoterico immutato.
Agrippa ci conduce in un labirinto in cui i numeri diventano simboli di sorprendenti corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo, psiche e corpo.
Numeri che rendono presenti gli dei e concreto l’influsso dei pianeti, numeri che attivano il valore magico dei corpi geometrici, che palesano l’armonia celeste e la misura musicale, la proporzione dei corpi e la composizione dell’anima.
Una concezione, quella del “mago” di Nettesheim, in cui l’anima dell’uomo rispecchia quella del mondo, un sapere che parla di accordo universale tra il tutto e le sue innumerevoli parti.
Una vertiginosa e concreta visione olistica che riempie di meraviglia e di senso di responsabilità l’uomo contemporaneo, infinitamente più dotato tecnologicamente, ma forse incapace di trovare una sua collocazione nel mondo, cui giova la lettura di questo testo, arricchito da una nuova traduzione, da un saggio introduttivo e da una apparato di note che permettono al lettore di penetrare più a fondo nel complesso mondo di Agrippa.


Anno di edizione: 2018
ISBN: 978-88-99370-27-5
Autore: Agrippa von Nettesheim
Formato: cm 14×21
Pagine: 310


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Enrico Cornelio Agrippa von Nettesheim (1486 – 1535) è stato un importante filosofo tedesco. Come i suoi contemporanei Niccolò Cusano, Reuchlin e Giovanni Tritemio si occupò di filosofia della natura. Spirito inquieto e vero ingegno rinascimentale, viaggiò molto frequentando le corti europee del Cinquecento presso cui prestò servizio come medico e storiografo del Regno. Visse molti anni anche in Italia dove conobbe l’opera dei grandi umanisti, in special modo di Pico della Mirandola. Fu un grande interprete della crisi epocale che scosse l’Occidente nel passaggio dal Medioevo all’Età moderna. Personaggio scomodo, sempre in lotta contro la cecità delle istituzioni, per la sua vita avventurosa e la sua fama di mago ispirò poeti e scrittori di ogni epoca, da Rabelais a Marlowe, che ne fece il precursore di Faust, da Shakespeare a Goethe, da Brjusov a Yourcenar.


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