Die Kunstdeutung #1

Condensazione/ Verdichtung

L’incomunicabilità tra una certa arte contemporanea e il suo pubblico è un dato di fatto difficilmente controvertibile. Un utile strumento per suturare questo asintotico gap potrebbe invece venire da una sontuosa e sottilissima teoria simbolica: quella che presiede all’interpretazione dei sogni. Forse non si è pensato abbastanza alla tecnica di formazione e interpretazione del sogno descritta da Freud come a un dispositivo simbolico ancipite di grande utilità, tanto per i creatori quanto per i fruitori di azioni artistiche figurative e performative.

Specie parlando di arte, tra le emersioni incontrollate di elementi figurativi e la teoria freudiana risulta evidente una certa connivenza metaforica. Pertanto, per leggere un evento artistico o per guidare il fare dell’artista, alcune regole desunte dal congegno ermeneutico freudiano possono tornare utili, senza per altro voler stabilire con esse una didascalia schematica di un savoir faire in gran parte ignoto.

Primo fatto notevole del manufatto artistico, di una forma che emerge anche quando l’opera si configura come accadimento, è la condensazione degli elementi che lo compongono.

Chiariamo: la condensazione non è un’omissione, né il frutto di una dimenticanza; non si compie cioè con la contrazione della forma un atto di infedeltà verso la rappresentazione – intesa come compiuta e realistica mappatura concreta del reale. La condensazione è all’origine del senso di perdita che al risveglio accompagna il ricordo del sogno, così come è una delle cause della non completa afferrabilità provata di fronte a un’opera d’arte. In realtà, in ambito psicoanalitico, non appena si rimette in moto, con l’analisi, la catena associativa di pensieri del sogno il quadro, inizialmente esiguo e lacunoso, si apre, si riempie. Allo stesso modo, quando la contemplazione dei vari elementi assiepati su un supporto, ed esposti alla critica estetica, comincia a ricostruire il filo immaginifico che struttura sotterraneamente un’opera d’arte, si scopre nella condensazione un modo di fare economia dello spazio e del tempo di creazione solo apparentemente occultante la stringa di significati correlati. Alla luce di questa regola condensatoria, la creazione di nuove unità nel sogno (persone collettive, formazioni miste, etc.) come in arte, la produzione di elementi medi durante lo stato onirico o come connettivi figurali di un opera, non sorprende più.

Catene verbali incomprensibili, parole trattate come oggetti, strumenti di un linguaggio inventato, organi artificiali senza un chiaro riferimento, stipate di rimandi da sciogliere; queste e altre trovate ricadono tanto nel dominio del sogno quanto in quello dell’arte. Due ambiti contigui, regolati, in parte, dal meccanismo della condensazione. Se la vida es sueño, come voleva Calderón de La Barca, bisogna considerare, con Wilde, che è nella corrispondenza fra arte e vita che il processo di affratellamento fra sogno e arte si completa. I confini sfumano e si perdono quando due mondi organizzano i propri elementi alla luce scomposta della stessa regola.

Autodidasker

In evidenza: Condensazione dei ritratti di Albrecht Dürer e Sigmund Freud.


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